Oggigiorno puntare su una formazione di tipo tecnico rappresenta, con molte probabilità, una delle scelte migliori che i giovani possono effettuare, soprattutto in riferimento alle future prospettive lavorative. Mediante gli ITS Istituti Tecnici Superiori, anche l’Italia offre ai propri giovani una proposta formativa post-secondaria capace di integrare l’istruzione, la formazione, ma soprattutto il lavoro. L’obiettivo da raggiungere nel tempo è fare in modo che molti corsi universitari di natura tecnica, progressivamente, possano federarsi con tali istituti e favorire così l’elaborazione di progetti didattici innovativi e creativi attraverso cui i giovani studenti possono acquisire competenze e capacità di natura pratica da integrare, naturalmente, con le ore di formazione in aula. Occorre sottolineare, però, che non si devono considerare gli ITS come una sorta di prolungamento di altri due anni della scuola superiore, ma degli ottimi corsi professionalizzanti grazie a cui è possibile raggiungere un elevato grado dispecializzazione conforme ai più rilevanti modelli internazionali come le IUT francesi o le SUPSI svizzere.  

Senza alcun dubbio gli ITS Istituti Tecnici Superiori rappresentano un ottimo modo per favorire l’inserimento lavorativo dei giovani che, spesso, concluso il periodo di studi, affrontano serie difficoltà sia nel trovare un’occupazione sia nel decidere il da farsi nella propria vita. Inoltre, bisogna considerare la continua evoluzione tecnologica a cui si associa una costante opera di aggiornamento professionale: risulta evidente come sia fondamentale per le aziende inserire al proprio interno dei ragazzi non solo preparati da un punto di vista teorico, ma soprattutto pratico e a livello di competenze. Proprio per rispondere a tale esigenza, il Ministero dell’Istruzione , dell’Università e della Ricerca ha istituito queste “scuole ad alta specializzazione tecnologica” in attuazione del DPCM 25-01-2008. Si configurano secondo la forma della Fondazione di partecipazione che comprende la collaborazione tra scuole, università, aziende, centri di ricerca ed enti locali.

L’obiettivo portato avanti dal Ministero dell’Istruzione è molto chiaro: favorire la formazione e il successivo inserimento lavorativo di tecnici specializzati con competenze di tipo operativo. La scuola, per la prima volta, collabora fortemente con le imprese: le 2000 ore di corso, infatti, sono articolate in laboratori, attività di squadra, project work e un importante tirocinio di alta formazione della durata di 2 anni, da svolgere 2 o 3 volte la settimana. Occorre sottolineare, inoltre, che un’altra rilevante novità è rappresentata propria dalla “forma” degli ITS Istituti Tecnici Superiori poiché, per la prima volta, una scuola finanziata con i capitali pubblici e privati e costituita sottoforma di fondazione, rilascia un titolo statale. Gli studenti conseguiranno il diploma in Tecnico Superiore, inserito nel sistema europeo dei titoli di studio EQF al quinto livello.

Le aziende partecipano attivamente alla formazione dei ragazzi: basti pensare che ben il 50% delle lezioni sono tenute dai loro tecnici e che sono in prima linea nell’elaborazione e strutturazione dei corsi, ma anche nella scelta delle migliori metodologie didattiche. Di certo, si può affermare che gli ITS svolgono un ruolo di primo piano anche per quanto riguarda la competitività economica del nostro Paese: è impossibile essere competitivi senza dei lavoratori adeguatamente preparati e specializzati.

Dato il difficile momento economico che stiamo attraversando, risulta evidente che una maggiore collaborazione tra mondo dell’istruzione e mondo del lavoro è fondamentale per scongiurare il dilagante fenomeno della disoccupazione giovanile.